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L’ORA DI MUSICA ALLE ELEMENTARI: 10 CONSIGLI PRATICI

Dimentichiamo il solfeggio tradizionale e il flauto dolce! Bastano piccoli accorgimenti pratici e la voglia di divertirsi perchè l’adulto di riferimento sia in grado di creare un’esperienza musicale di valore per il bambino.

Spesso nella scuola primaria l’insegnamento della musica è assegnato d’ufficio a maestre che (non per colpa loro), si trovano a svolgere l’attività pur non avendo una base musicale solida alle spalle. Ci si appoggia a libri di testo che puntano ad insegnare nozioni più che a favorire un vero apprendimento musicale che sviluppi l’ascolto.

Corsi di musica nella primaria
Musindò strumento nella scuola primaria

 

Ecco allora 10 consigli per gestire al meglio l’ora di musica di una scuola primaria e favorire un’esperienza utile all’apprendimento musicale del bambino:

  1. Tutto l’apprendimento musicale passa attraverso l’ascolto.

    Creiamo situazioni consone che favoriscano un’attenzione musicale focalizzata nel bambino. Stranamente, scopriremo che non abbiamo bisogno di metterli seduti a colorare o a fare per forza altre attività mentre ascoltano musica: l’ascolto è già di per se un’attività totalizzante, se suggerito nel modo opportuno e con ascolti molto precisi! Importante sarà creare il setting adatto: cambiare stanza o generare nell’aula un cambiamento con riferimenti precisi (spostare i banchi, sedersi a terra, lasciare spazio per muoversi) crea sicuramente delle situazioni di ascolto differenti.

  2. Scelta dei brani da ascoltare o cantare.

    Vanno benissimo i brani popolari, melodie conosciute, dove anche noi ci sentiamo sicuri e possiamo divertirci a cambiare le parole e inventare nuovi testi. Per quanto riguarda i brani d’ascolto, selezioniamo dei percorsi guidati per i nostri allievi attraverso tracce che abbiano determinate caratteristiche di afferrabilità, varietà, brevità e famigliarità (vedi articolo del blog su come creare percorsi sonori personalizzati per i tuoi allievi).

    musica e movimento
    Musica in movimento
  3. Utilizziamo il movimento, sia nel puro ascolto che nelle attività musicali.

    Avete mai visto ai concerti pop (perché poi diciamocelo, le canzoncine che facciamo ascoltare ai bambini a scuola per le recite di fine anno sono indubbiamente pop!) gente seduta immobile? No! La musica ha bisogno di trovare spazio nel corpo, di fluire. A questo proposito, è da favorire un movimento a flusso continuo, non strutturato, libero: lasciamo che ogni bambino trovi il suo modo di stare nella musica, i risultati ci lasceranno a bocca aperta!

  4. Sospendiamo il giudizio.

    Come avviene (o dovrebbe avvenire) per la didattica corrente, anche qui abbiamo bisogno che il bambino si senta libero di esprimersi senza giudizio. Fare musica è un’attività estremamente creativa: il bambino deve potersi mettere in gioco sapendo che il suo tentativo sarà accettato, qualunque sia il risultato.

  5. Prediligiamo l’uso del canto (almeno per i primi due/tre anni di scuola primaria).

    La voce è fatta di relazione, trasmette contenuti ed è pertanto un ottimo strumento comunicativo. Molto interessante è insegnare una melodia prima senza le parole, andando a lavorare solo sull’elemento musicale. Il canto ci fornisce un chiaro feedback del momento musicale in cui si trova il bambino: l’accuratezza delle risposte, l’intonazione, il senso del ritmo…

  6. Lavoriamo più sul gruppo che sul singolo.

    Il gruppo fa gioco forza, aiuta chi si sente meno sicuro a sentirsi accettato, e le attitudini musicali più alte riescono a sostenere quelle più deboli senza che ci sia bisogno di sottolineare il tutto. Inoltre il gruppo riesce ad essere un elemento di condivisione importante nell’apprendimento musicale, creando motivazione.

  7. Cerchiamo sempre di dare un senso sonoro a quello che vogliamo passare come nozione musicale.

    La musica non si parla, legge o scrive, ma si suona, si canta e si ascolta! Cerchiamo o creiamo esempi musicali per i contenuti che vogliamo passare, su questo possiamo indubbiamente utilizzare la tecnologia a nostro vantaggio.

  8. Creiamo esperienze musicali sensoriali.

    Il bambino apprenderà molto più in fretta e tenderà a non perdere i contenuti. Per esempio, fare esperienza del ritmo senza passare attraverso il corpo diventa un puro esercizio di stile (o di solfeggio), perché non fornisce al bambino una base pratica a cui agganciare la sua esperienza

  9. Lo strumento musicale.

    Se vogliamo lavorare con uno strumento musicale, troviamone uno che ci sia consono. Inutile insegnare il flauto dolce se noi per primi non ne conosciamo il suono o ci vergognamo a soffiare. Un metallofono, una tastiera: impariamo con i nostri allievi, potrebbe essere una scoperta anche per noi.

  10. Divertiamoci!

    La musica è relazione, è gioco, è la sensazione liberatoria di potersi esprimere. Non c’è mai un solo modo giusto di fare le cose: sperimentiamo e lasciamoci sperimentare dalla musica e dai nostri allievi, giochiamo e portiamo il più possibile noi stessi nella musica.

scuola primaria pianoforte
Musindò pianoforte nella scuola primaria

 

A cura di Marta Noè, insegnante specialista con la Music Learning Theory nella scuola primaria

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