CORSO DI FORMAZIONE MUSINDO’ – Insegnanti Efficaci ® metodo Thomas Gordon

metodo gordon

INSEGNANTI EFFICACI ® metodo Thomas Gordon

DOCENTE: ALLI BELTRAME

Counsellor professionista associata al Coordinamento Nazionale Counselor Professionisti (Cncp), Gordon Trainer certificata per Genitori Efficaci®, Insegnanti Efficaci® e Persone Efficaci®, Facilitatrice Kid’s Workshop® (in formazione), Doula.

Il corso insegnanti efficaci è la versione italiana di Teacher Effectiveness training del Gordon Training International. Assieme ai corsi paralleli per genitori e per giovani esso si basa sul modello formativo ideato da Thomas Gordon, allievo di Carl Rogers, e diffuso in tutto il mondo dai suoi numerosi collaboratori. Il corso è tenuto esclusivamente da persone formate dallo IACP ed autorizzate da Gordon Training International.

Questo corso è forse il programma di maggior successo indirizzato agli insegnanti.
Migliora visibilmente:

  • –  la conduzione della classe
  • –  il controllo della disciplina
  • –  la capacità di comunicazione interpersonale, di risolvere conflitti
  • –  incrementa la consapevolezza nel campo dei valori e delle scelte Dalsuo inizio ad oggi si sono formati in questo metodo oltre un milione di insegnanti e formatori di oltre trenta paesi del mondo.

A CHI E’ RIVOLTO

Insegnanti Efficaci è un corso breve (24 ore per il primo livello) di formazione professionale organico e integrato, che ha per destinatari:
– docenti
– animatori ed educatori

– chiunque debba esercitare nel suo ambito attività di insegnamento

OBIETTIVI

Sviluppare e affinare la competenza relazionale degli insegnanti di ogni ordine e grado = Insegnanti Efficaci
Efficacia = capacità di esercitare un’effettiva, concreta influenza sugli allievi senza far ricorso all’uso del potere. Incrementare la qualità e la quantità del tempo dedicato al processo di insegnamento/apprendimento risparmiando tempo ed energie dispersi in problemi e conflitti. Gli obiettivi vengono raggiunti solo quando sia gli insegnanti che gli studenti si sentono vincenti e possono collaborare tra loro in un clima di autentica partecipazione del potere e delle responsabilità

COMPETENZE ACQUISITE DURANTE IL CORSO

• Osservare e descrivere oggettivamente il comportamento, proprio e altrui, evitando l’uso di etichette, valutazioni e giudizi personali fuorvianti
• Identificazione delle aree problematiche e del soggetto responsabile del problema

• Apprendere nuove e più efficaci modalità di ascolto e di comprensione empatica
• Confrontarsi positivamente e produttivamente con gli altri esprimendo in modo chiaro e congruenti fatti, pensieri e sentimenti senza ferire, ingannare o manipolare

• Saper integrare le capacità di ascolto e di confronto precedentemente apprese
• Apprendere come e quando impiegare metodi “democratici” nella

risoluzione dei conflitti
• Offrire opzioni efficaci a risolvere conflitti e collisioni di valori

STRUTTURA DEL CORSO: 8 MODULI

1° MODULO

Presentazione del corso. Obiettivi del corso.
Analisi delle aspettative e dei bisogni dei partecipanti. Definizione del comportamento. Comportamenti dell’alunno.

2° MODULO
Come prestare ascolto e attenzione all’altro. I metodi tradizionali di aiuto. Il processo della comunicazione. Le abilità non verbali.

3° MODULO
Le caratteristiche di una relazione d’aiuto. L’ascolto attivo. L’empatia. Facilitare la soluzione di un problema.

4° MODULO
Come ottenere ascolto e attenzione dagli altri. I messaggi in prima persona. Il confronto e l’assertività. Autenticità ed empatia.

5° MODULO
Come trattare la resistenza al cambiamento. La teoria dell’iceberg: cosa c’è sotto l’ira? La teoria dei bisogni.
Il cambio di marcia.

6° MODULO
Uso del potere.
Metodi basati sull’uso del potere: aspetti positivi e aspetti negativi. Differenza tra conflitti su bisogni concreti e collisioni di valori. Stili di risoluzione dei conflitti.

7° MODULO

Come risolvere gli inevitabili conflitti in modo che tutte le parti in causa si sentano rispettate. Come rendere produttiva la conflittualità. Il metodo democratico. L’area di libertà personale e professionale.

8° MODULO
Comprendere i valori.
Le collisioni di valori.
Come trattare le collisioni di valori.
Le opzioni ad alto e basso rischio per la relazione.

METODOLOGIA

Il corso Insegnanti Efficaci si ispira ai “modi di essere” e agli atteggiamenti “facilitanti” di Carl Rogers.

E’ un corso strutturato, con sequenze temporali precise e corredato materiale didattico.

Attua una forma di apprendimento attiva e impegna i partecipanti nella diretta esperienza dei concetti e delle abilità insegnate.

Facilita la condivisione di esperienze e l’espressione di idee, dubbi e problemi.

MATERIALE DIDATTICO

I partecipanti utilizzeranno:

  • testi
  • manuali
  • opuscoli
  • schede di lavoromateriale per il role-play, per la definizione del regolamento di lavoro, per la condivisione dei principi basilari delle relazioni sociali.Al termine del corso, ogni partecipante riceverà un attestato di partecipazione, firmato dal formatore.

    ISCRIZIONE E COSTI

    E’ possibile frequentare il worskhop formativo Insegnanti Efficaci ® singolarmente o inserito all’interno della formazione Musindò completa. Il workshop si struttura in due weekend per un totale di 24 ore.

    COSTO WORKSHOP : 190 EURO + acquisto libro euro 27 Certificazione Insegnanti Efficaci inclusa

    DATE

    INSEGNANTI EFFICACI METODO GORDON 1-2 Dicembre INSEGNANTI EFFICACI METODO GORDON 12-13 Gennaio Sabato: dalle 10.00 alle 18.00
    Domenica: dalle 9.00 alle 17.00

    Il corso si svolge presso la PICCOLA SCUOLA MUSINDO’

Via dei Carracci 10, Milano #Citylife (MM Amendola, Lotto o Portello)

Per info e iscrizioni: info@musindo.it / 3336015015

NON IL SOLITO CORSO DI MUSICA PER IL TUO BAMBINO

Musindò: una lezione speciale

Di Musica Gordon, se ne sente parlare tanto.

Nata dalle teorie del professor Edwin Elias Gordon, la Music Learning Theory è stata sviluppata (e continua ad esserlo) da tantissimi insegnanti in tutto il mondo. Anche in Italia, è ormai riconosciuta tra le “metodologie” più valide per favorire l’apprendimento musicale del bambino a partire già dalla fascia 0 a 3 anni. Io mi sono avvicinata a questo mondo nel 2011, con la nascita di mia figlia Matilda: e da lì ho capito che sarebbe iniziata una vera e propria rivoluzione.

Ma senti, cosa rende una lezione Musindò così valida e speciale?

Innanzitutto, il fatto che si faccia solo ed esclusivamente musica. No ballo, no canzoncine a memoria, no disegni, no  psicomotricità: MUSICA. Puntiamo ad una relazione che porti apprendimento, in cui anche l’adulto abbia una parte attiva, che sia il genitore o che sia il rapporto uno ad uno con l’insegnante nei corsi di strumento Gordon.

Che noia? Tutt’altro!

La filosofia che più mi si avvicina, è che la Musica basta a se stessa, e non ha bisogno di essere “pasticciata” o corredata da altro per avere valore. Per il bambino, e anche per l’adulto, diventa un’esperienza autentica, di quelle che un po’ ci mancano in questi ritmi giornalieri frenetici.

Musindò: una lezione speciale

Ma quindi, che si fa di preciso?

Ancora? MU-SI-CA!

Musica anche attraverso il corpo: la stanza della musica è completamente a misura di bambino, con un pavimento super adatto a sperimentare. E questo vale sia per i piccoli che per i grandi: si, sono quell’insegnante un po’ strana che vedi sempre in calze antiscivolo anche quando insegna pianoforte (e che libertà quando i bimbi entrando chiedono come prima cosa di potersi togliere le scarpe!). Conosco professori che inorridirebbero per questa terribile mancanza di “etichetta”: al contrario, per me il bambino è una cosa seria, così come la sua crescita, il suo rapporto con l’adulto, il suo sviluppo e il suo apprendimento. Ti sarà di sicuro capitato almeno una volta (sì, anche tu mamma di figli maschi!) di rimanere affascinata quando i bambini ti mettono sul divano e ti preparano i famosi “spettacolini”,  lasciandosi andare completamente davanti a te come non li avevi mai visti, cantando e ballando? Inventando testi e melodie estemporanei, così come il loro corpo che si muove fluido…ecco, quello per me è un gran successo. Allenare il bambino a quella spontaneità, avvicinarlo all’improvvisazione come pratica quotidiana, sapere che il suo modo di essere, di percepire la musica, è perfetto così com’è, innato…

Sai che ancora non ho capito come si svolge la tua lezione?

La lezione si svolge nel pieno rispetto di sé e dell’altro. In totale condivisione e accoglienza, anche della giornata storta. Non sono dei piccoli sacchi che io imbottisco di informazioni, sono dei piccoli (di statura) esserini pensanti (e chiacchieroni) con i quali avviene uno scambio continuo.

Ma i più grandi imparano a suonare, vero?

Oh, grazie per questa domanda. I tempi di apprendimento del bambino, questi sconosciuti. Sai, è molto comune che età anagrafica ed età musicale non coincidano. Per intenderci, tuo figlio di 7 anni potrebbe essere musicalmente più avanti di te…Eh già, perché lui è in continuo allenamento, e tu quando impari a suonare uno strumento?! 😉

Ogni bambino passa sullo strumento quando si sente pronto. Succede a volte che bambini inseriti in classi di strumento, un po’ per età, un po’ per richiesta, non abbiano in realtà ancora lo slancio ad imbracciare lo strumento. Ma partecipano, fanno musica e ci tengono molto, e se non vengono forzati, l’amore per lo studio dello strumento che nascerà nel momento giusto sarà un legame per la vita.

 

Lo so, lo so. Forse ti aspettavi che in questa email ti parlassi di altro.

Della metodologia, della teoria. Ma tutto questo è Musica: educazione alla Musica, per me, per il tuo bambino e per te.

Se vuoi approfondire la parte più teorica, posso indirizzarti qui sul sito di Musindò, dove ho preparato per te delle sezioni apposta in base all’età del tuo bambino: clicca su Corsi Gordon e seleziona dal menù a tendina il corso adatto…sbircia pure! 😉

Marta

PRIMO CORSO DI FORMAZIONE MUSINDO’ PER MUSICISTI, INSEGNANTI ED EDUCATORI

formazione musindò

Il primo corso di formazione MUSINDO’ vanta la collaborazione di docenti internazionali e l’esclusiva certificazione metodo Gordon Insegnanti Efficaci IACP riconosciuta  dal MIUR.

formazione musindò
primo corso di formazione musindò per musicisti, insegnanti ed educatori nido, infanzia e primaria

Oltre alle ore di docenza, ogni partecipante del Primo Corso di Formazione Musindò avrà diritto a 2 consulenze online personalizzate con il docente per impostare il proprio progetto musicale e la possibilità di partecipare al tirocinio nelle classi direttamente con i bambini.

Possibilità di frequentare per intero il primo corso di formazione MUSINDO’ o i singoli moduli (per entrare a far parte della rete di insegnanti Certificati Musindò è necessario partecipare a tutti i workshop del corso).

 

MUSINDO’ propone un ciclo di percorsi formativi per insegnanti che desiderano migliorare le loro tecniche educative e il loro approccio con il bambino. Un lavoro personale di crescita, spunti e attività per lavorare in classe, con un team di docenti certificato e vario. Dalla Body Percussion ai progetti nelle strutture, il corso introduce anche un pratico strumento musicale da poter riutilizzare nel percorso con i bambini: l’ukulele.

 

A chi è rivolto il Primo Corso di Formazione Musindò?

DESTINATO A INSEGNANTI, EDUCATORI ED EDUCATRICI DI ASILO NIDO, INFANZIA, INSEGNANTI DI SCUOLA PRIMARIA E PROFESSIONISTI CHE LAVORANO IN AMBITO EDUCATIVO, TERAPEUTICO E RIABILITATIVO ATTRAVERSO IL MOVIMENTO E LA MUSICA (MUSICA, TEATRO, DANZA, LINGUE STRANIERE, YOGA…).

 

1 UKULELE PER TUTTI LIVELLO I 13 -14 Ottobre (12 h)

Marta Noè – Marco Filippini

 

2 IL RITMO E LA VOCE IN ETA’ EVOLUTIVA 17-18 Novembre (10 h)

Tiziana Pozzo

 

3 INSEGNANTI EFFICACI METODO GORDON 1-2 Dicembre

   INSEGNANTI EFFICACI METODO GORDON 12-13 Gennaio (24 h tot)

Alli Beltrame

 

4 UKULELE PER TUTTI LIVELLO II 9-10 Febbraio (12 h)

Marta Noè – Marco Filippini

 

5 MUSICA: DAL NIDO ALLA PRIMARIA 16-17 Marzo (12 h)

Michele Cappelletti – Marta Noè

 

 

 

Marta Noè, Musicista ed Insegnante Accreditata Audiation Institute

Alli Beltrame, Counselor professionista, Gordon Trainer Certificata

Tiziana Pozzo, Musicoterapeuta, Body Percussion e Circle Song

Michele Cappelletti, Esperto Certificato Orff-Schulwerk italiano

Marco Filippini, Chitarrista, Ukulelista e Insegnante di Musica

 

 

Il corso si svolge a Milano presso la PICCOLA SCUOLA MUSINDO’

Via dei Carracci 10 – MM1 Amendola o Lotto / MM5 Lotto

 

 

Vuoi ricevere maggiori informazioni, conoscere i prezzi o prenotare il tuo colloquio conoscitivo online?

Marta Noè

Via dei Carracci 10, Milano

3336015015

Direttrice artistica della PICCOLA SCUOLA MUSINDO’ di Musica Gordon e Responsabile Formazione Musindò

LABORATORIO DI MUSICA AL NIDO: IN CHE ORARI PROPORLO?

Un laboratorio di musica al nido, è una delle esperienze più gratificanti che un’insegnante preparato e formato possa fare: andare a toccare con mano quanto di innato ci sia nell’essere umano di questa materia impalpabile fatta di suono, movimento, ritmo e voce, ti trasporta direttamente dentro la musica più vera.

La giornata al nido dei bambini, è scandita da tempi ben precisi e momenti che si ripetono uguali durante tutta la settimana. La routine aiuta a rassicurare i bambini, ed essi diventano giorno dopo giorno più consapevoli in questa nuova esperienza della vita di gruppo.

Un laboratorio di attività musicale al nido è un percorso che può andare dalle 8-12 lezioni, fino ai 24 incontri (sotto le 8 lezioni non penso si possa definire apprendimento, ma saremo più nel campo dell’intrattenimento, soprattutto con bimbi così piccoli).

Un incontro alla musica: così dovremmo cominciare a pensare all’attività musicale. Per il bambino il laboratorio di musica inserito all’interno dell’orario del nido è un’esperienza molto particolare che condivide con i suoi compagni, con i quali si relaziona, gioca, impara a prendere le misure: diversa sarà infatti l’esperienza per lo stesso bambino ma con il genitore, in un corso pomeridiano che si svolge con le stesse modalità.

Le prime lezioni, sono di reciproca conoscenza verso il nuovo educatore che entra nei loro spazi: è opportuno passare del tempo con i bambini magari osservandoli dall’esterno anche prima dell’orario di inizio del corso, per lasciare che si possano abituare a questa nuova presenza.

musindò

Ma passiamo agli orari: quando è meglio proporre l’attività di musica al nido?

Posto che lavoriamo con i bambini di solito una volta a settimana con la musica (almeno questa è la media nei nidi) ci si dovrà adattare alla routine della struttura in questione. Quando i bambini arrivano al nido, alla mattina, sanno che cosa li attende durante le ore che trascorreranno lontano da casa. Col passare dei mesi interiorizzeranno i ritmi della giornata e sapranno anticipare i diversi eventi: questo avviene appunto anche per la routine di musica, che diventa un appuntamento fisso che spesso i bambini richiamano durante il resto della settimana.

Tutto al nido si svolge con estrema serietà e rispetto dei tempi: 10 minuti spesso fanno la differenza sull’inizio di un’attività.

L’ orario migliore che ho sperimentato negli ultimi anni è sicuramente quello che va tra le 9.30 e le 10.30/11.00: ammesso di dividere i bambini in due/tre gruppi, tutto si può svolgere senza toccare merenda mattutina, cambi e pappa.

Nei nidi open space, la collaborazione con le educatrici è fondamentale: gestire il gruppo che aspetta il turno con un’attività preparatoria che favorisca l’ascolto e il volume più basso nel rispetto del primo gruppo è molto importante (funziona molto bene anche la merenda alternata).

L’anno scorso ho sperimentato l’orario prima della nanna pomeridiana, subito dopo la pappa: dipenderà molto dalla collaborazione delle educatrici, ma  ha un suo perché, con bimbi tendenzialmente distesi e in ascolto (e con la pancia piena!). Anche il primissimo orario pre-merenda mattutina, diciamo dalle 8.45, sempre se la struttura lo consente, ha rivelato un buon riscontro: iniziare la giornata con la musica ha sicuramente i suoi effetti positivi sia sulle educatrici che sui bambini!

Il pomeriggio di solito al nido è abbastanza off-limits per un’attività come la musica con figura esterna (praticabile invece all’infanzia), tra nanna, merenda e arrivo dei genitori.

Marta – Una Maestra di Musica

 

Cosa fare se ad un bambino sembra non piacere la musica?

bambini e musica

Cosa fare se ad un bambino sembra non piacere la musica?

 
Innanzitutto, partirei dal presupposto che è abbastanza raro che il problema sia legato al momento musicale in sé, quanto più forse all’emotività collegata e alla proposta di attività.
 

Nel corso degli anni mi sono accorta che, ad esempio, una determinata proposta di ascolto o di movimento non è per forza sempre adatta a tutti i bambini: può funzionare con alcuni gruppi, e con altri invece rivelarsi un totale disastro. E’ molto importante fasare l’attività sul gruppo e chiedersi sempre da chi è composto, i tempi e le reazioni etc.

bambini e musica
Come reagiscono i bambini alla musica?
 
Saper cogliere e accogliere anche la risposta allo stimolo musicale che ti arriva dal bambino è un elemento fondamentale (e, molto spesso, non è quella che ti aspetteresti): se lavori sulla creatività, il flusso musicale libero, il bambino deve essere consapevole che chi è dall’altra parte saprà lasciare aperto il canale per ogni reazione, anche quelle che apparentemente appaiono “negative”.

 

Ma quali sono le reazioni alla musica dei bambini?

Io ne identificherei prevalentemente quattro:

  • Ci sono bimbi che hanno reazioni immediate allo stimolo musicale: parte il suono e loro cominciano a cantare/ ballare
  • bimbi che rimangono incantati e utilizzano come canale principale l’ascolto e lo sguardo
  • bambini a cui la musica smuove dentro emozioni e sentimenti forti, e non riescono a contenere il pianto (questo succede ancora di più con i piccolini): il pianto non è quindi necessariamente una reazione negativa, e come tale va accolto

  • bimbi che sentono l’immediato bisogno di muoversi, e qui si apre la parentesi più lunga perché questo movimento si può trasformare in incontrollato, in una corsa irrefrenabile…a volte questa è una delle reazioni che ti mette più a dura prova, ed è forse la più difficile da cogliere e da saper accogliere, perché sembra che il bambino voglia, di fatto, far altro.

Ci sono reazioni poi che non definirei strettamente connesse alla proposta musicale: quando ti approcci ad un momento musicale con i bimbi, la proposta è quella di un’attività, con regole e confini precisi (abbiamo già parlato del setting, puoi approfondire qui). Un bambino che attua un atteggiamento oppositivo allo stare seduto in cerchio durante un ascolto, ad esempio, sta probabilmente sondando i confini oltre cui poter andare, e non è ancora pienamente nella fase di ascolto della musica o concentrato abbastanza da poter svolgere l’attività. Sarà utile lavorare prima sul gruppo, magari anche al di fuori dell’attività musicale, per avere la libertà di concentrarsi poi completamente sulla musica.
Le risposte musicali dei bambini, quindi, non arrivano solo attraverso la voce, ma anche il canale del movimento e dello sguardo giocano un ruolo fondamentale: occhioni aperti sono indice di una grande concentrazione, e la messa in moto del corpo un coinvolgimento importante per l’ascolto.
Marta – Una Maestra di Musica