PERCHE’ SONO DIVENTATA UN’INSEGNANTE

insegnante Musindò

QUELLO CHE SONO E’ PROPRIO QUELLO CHE VOLEVO DIVENTARE

insegnante Musindò

Oggi vorrei parlarti del mio percorso invece, quello che mi ha spinta fino qui. Studio da sempre per essere una musicista: ho iniziato suonando la chitarra e il pianoforte, a 10 anni circa (e se penso a quanto presto hanno iniziato i vostri bimbi, mi vedo il bianconiglio che mi passa accanto e grida “è tardi, è tardi!) 😀

A 17 anni circa, dopo un viaggio a Praga, ho sentito l’impellente bisogno di dedicarmi ad uno strumento a corde, il più solistico di tutti forse: il violino. Ho preso lezioni private con una bravissima insegnante, per circa 5 anni.

Ma mi mancava ancora qualcosa. Le lezioni private non mi bastavano, sentivo il bisogno di circondarmi di musica e di musicisti (beh si, parallelamente suonavo già nella mia band): avevo bisogno di entrare in una scuola di musica, ero proprio affascinata dall’esserne parte. Mi iscrissi così alla Scuola Civica, a Milano, ma non di violino: la mia natura curiosa, mai sazia, mi spinse fino a questo strano strumento che suono ancora oggi in Conservatorio a Milano. L’oboe.

Quello strumento strano che quando lo dici tutti ti guardano ammirati e dicono “wow, ha un suono bellissimo” (ma nella loro testa la forma e il colore sono un po’ nebulosi…assomiglia al flauto? E’ come il clarinetto? Boh!). Insomma, resta il fatto che mi accompagna ancora oggi nelle giornate di studio intenso. Croce e delizia.

Mentre passavo da uno strumento all’altro, ho iniziato anche però a capire che la mia strada non era sui palchi: mi piaceva e mi piace ancora un sacco, ma volevo qualcosa di diverso.

Volevo essere un’insegnante, e di un particolare tipo.

 

Esiste ancora questa strana credenza popolare per cui un insegnante è un musicista fallito: non sei bravo a suonare, non ti resta che insegnare per campare. Niente di più stupido, perché un musicista fallito non potrà mai essere un buon insegnante, non avendo fatto pace con se stesso e non avendo probabilmente compreso il suo vero rapporto con la musica.

 

Io adoro essere un’insegnante. Adoro gestire una scuola di musica (anzi, due!), pensare a quale potrebbe essere il percorso migliore per un allievo, e allo stesso tempo essere puntualmente smentita perché si impara sempre in due.

 

Per questo quando ho incontrato le teorie di Gordon e la Music Learning Theory, proprio con la nascita di mia figlia, me ne sono innamorata. Ho avuto dei formatori incredibili, e vi assicuro che non è così facile trovarli. Avevo già frequentato qualche corso di formazione per diventare insegnanti, ma poco soddisfacenti. Quando ho partecipato da mamma alle lezioni con mia figlia, e ai primi seminari introduttivi, ho capito che quella era la mia strada, e che potevo farla anche bene.

musica e bambini

 

Quello che sto facendo è esattamente ciò che voglio fare nella vita.

 

Ti assicuro, è una sensazione che ricordo ancora ora, ogni volta che entro a lezione coi bimbi, così come quando esco, stanca fisicamente dopo il loro vortice, ma felice. E’ qualcosa che non smetti mai di imparare, per cui devi sempre stare al passo, perfezionarti, migliorare: dare il meglio di te.

 

Avere un lavoro che ti permette di dare il meglio di te ogni giorno è faticoso, certo, ma è anche una cosa che mi riempie di gratitudine.

 

Perciò questo anno scolastico lo inizio ringraziandoti, per la fiducia, perché camminiamo insieme ai bimbi anche noi adulti, nella fatica degli orari quotidiani e nella bellezza del nostro appuntamento fisso.

E per dirti grazie anche di persona, ho pensato ad un appuntamento gratuito solo per i genitori, in cui possa con calma parlarti di queste splendide teorie di Gordon, ragionare insieme su alcune scelte (ad esempio perché non uso gli strumenti fino ad una certa età, perché non uso le parole a lezione).

 

IL TUO INVITO SPECIALE è per il giorno

MARTEDì 18 SETTEMBRE ORE 18.00

Alla Piccola Scuola Musindò in Via dei Carracci 10, Milano

 

Sarà sufficiente confermare la tua presenza cliccando inviando una mail a info@musindo.it, nome cognome e mi raccomando indicami anche il numero di persone (portiamo anche i papà? dai!).

Ci sentiamo presto!

Marta

SAI COSA SIGNIFICA MUSINDO’?

nuovo logo musindò

Avevo bisogno di aria nuova, di nuovi progetti…

nuovo logo musindò

Quindi oggi vorrei cominciare presentandoti il nuovo logo di Musindò: c’era bisogno di un restyling, per dare una veste più professionale a tutto il mio lavoro…ti piace? Sì lo so che eri affezionato al cerchio di bambini ma…

…Io impazzisco per quel colore e per la nomina che fa da accento!

 

Forse non abbiamo mai parlato a fondo del nome di Musindò, da dove è nata l’idea, cosa significa…

Ebbene, ora te lo spiego!

Musindò nasce nel 2015, quando ho sentito il desiderio di dare un nome definito ai miei corsi. Ero già una maestra di musica, dal 2012, ma chiamavo i miei corsi più genericamente “musica per bambini” e cose così.

Quello che avevo in testa invece, era qualcosa di molto più specifico.

Il nome è nato in una mattina d’Aprile, in cui lavoravo al progetto, che era già quasi pronto per essere lanciato ma al quale mancava ancora il nome. O meglio, mi frullava in testa già da un po’ di mesi, ma io non ne ero ancora convinta. In quell’anno ho frequentato i miei primi seminari sulla Music Learning Theory applicata allo strumento, e lì mi sono davvero innamorata: se la parte 0-6 anni è affascinantissima, la parte dai 6 anni in su in cui si comincia ad apprendere i contenuti musicali e tutti i pezzi del puzzle cominciano a incastrarsi giusti, mi ha davvero stregata.

Ho capito che volevo dedicarmi a quello anima e corpo, e comprendere nei miei corsi l’intero apprendimento musicale, dai primi mesi di vita fino all’adulto (e finalmente ci sono riuscita, quando ho fondato l’Atelier Musicale a Castano Primo, e la Piccola Scuola Musindò che aprirò tra pochi giorni a Milano!).

Nel percorso con lo strumento, si usa un modo di insegnare la musica, la notazione musicale in particolare, che è molto innovativa: si chiama DO MOBILE, e non ha niente a che vedere con il vecchio sistema del DO FISSO (teoria e solfeggio classici, per intenderci!). Comprende il canto e l’utilizzo del corpo: eh si, anche quello serve se vogliamo imparare a scrivere e leggere la musica in modo divertente e fruttuoso, senza dimenticarcelo dopo qualche anno (come è successo a tutti noi con il solfeggio tradizionale)!

Musindò Pianoforte

Ed è proprio da li che viene il nome di Musindò: un nome in cui il DO fosse centrale, proprio questo DO Mobile così importante e che così rivoluziona il nostro modo di apprendere la musica. La radice MUSI è ovviamente un chiaro rimando all’ambito in cui il progetto muove, e cioè la musica nella sua interezza.

Musindò è un nome che mi ricorda sempre dove voglio che arrivino i miei bimbi: non più solo fino ai 6 anni, senza strumento, ma la musica come compagna di vita che non li abbandoni mai, finanche su uno strumento se e quando lo desidereranno.

Ora che ti ho raccontato qualcosa in più di me e di Musindò, ti va di raccontarmi come è stata la tua di esperienza con Musindò e lasciare una recensione sulla pagina? Puoi farlo qui sulla pagina Fb di Musindò.

Nel prossimo articolo del blog ti anticipo che troverai un invito speciale per te: ho pensato ad appuntamenti anche per i genitori, una specie di aperitivo iniziale in cui ci possiamo incontrare e parlare dei corsi, prima di cominciare l’anno ad Ottobre.

Marta

ATTIVITA’ MUSICALE SULLA DURATA DEI PATTERN RITMICI

attività musicale musindò

Oggi lavoriamo sul gesto corporeo che ci aiuta a far sperimentare ai bambini la durata dei pattern ritmici di quattro macrobeats.

Nelle classi Musindò di bimbi dai 6 anni in su, con la Music Learning Theory, in questo periodo dell’anno ho iniziato a lavorare sulla letto-scrittura: sono tutti bimbi che arrivano da corsi precedenti di guida informale, e che respirano musica fin dai primi mesi di vita. Insomma, bimbi davvero pronti ad una prima infarinatura musicale anche con carta e penna!

musindò scuola di musica

E’ il caso di dire che qui la lettura e la scrittura musicale diventano un vero sostegno alla loro Audiation, e non il contrario: i bambini che hanno seguito questo tipo di percorso sono infatti in grado di “pensare in musica” e sentire il suono nella testa e attraverso il corpo prima ancora di visualizzare il segno grafico (che è poi quello che avviene con l’apprendimento del linguaggio, se vuoi approfondire clicca qui).

In particolare, ho elaborato questa attività sulla durata dei pattern ritmici  perché mi interessava porre l’attenzione sui quattro macro (DU) presenti nel pattern: da un punto di vista visivo, quando scriviamo il pattern in griglia, mettiamo un trattino/puntino per evidenziare i DU ed essere sicuri che ci siano tutti. Mi interessava però, come sempre, che ne facessero anche un’esperienza corporea. 

attività percussioni

Non so se capita anche a voi, ma per alcuni bimbi non è così scontato che il pattern ritmico contenga 4 macro: a volte ne mettono 3, a volte 5 o più. Questo può avvenire un po’ per scarsa esposizione ai pattern, o mancata interiorizzazione: ho pensato quindi che potevo potenziare questa sensazione fisica del pattern anche nella fascia d’età precedente.

Con i bimbi di 5-6 anni infatti lavoro con un percorso che li porta in modo dolce ma sistematico dalla guida informale all’istruzione formale: parallelamente allo sviluppo della musicalità attraverso brani guida e pattern, attività musicali e guida all’ascolto, porto avanti tutto un lavoro di sperimentazione e conoscenza degli strumenti musicali in modo che il bambino possa arrivare alla fine dell’anno a compiere una scelta consapevole dello strumento che vorrebbe imparare a suonare.

Questo bellissimo tappeto (IKEA) si presta molto all’attività musicale sulla durata dei pattern ritmici: file di bottoni colorati su cui possiamo comodamente spostarci e saltare “da un macrobeat all’altro”.

chitarra bambini musica

L’ attività musicale per approfondire la durata del pattern ritmico funziona così:

  1. Tutti i bambini si mettono in fila sul lato corto del tappeto, in modo da avere davanti a sé almeno 4 bottoni
  2. L’insegnante si posiziona o di fianco a loro o su un bottone frontale rispetto ai bambini
  3. L’insegnante canta un pattern ritmico in metro binario (a scelta), di quattro macro, rimanendo sullo stesso bottone. Poi lo ripete compiendo 4 passi, uno per ogni bottone.
  4. I bambini ripetono il pattern compiendo 4 passi in avanti, uno per ogni bottone.
  5. Ripetere più pattern, tutti insieme o un bambino per volta.

attività musicale musindò

E’ possibile anche fare in modo che ogni bambino inventi un pattern ritmico, della durata sempre di 4 macro: in questo modo si può lavorare su un primo approccio all’improvvisazione ritmica, unendo un gesto di coordinazione importante. Ho notato ad esempio che alcuni bambini, pur cantando il pattern correttamente di 4 macro, non riescono a coordinarsi con i quattro passi in avanti. Proporre sistematicamente questo esercizio per più lezioni può aiutarli a famigliarizzare con tutti questi aspetti.

E, per i bambini, è un modo diverso di ascoltare e ripetere pattern ritmici molto divertente!

 

Marta – Una Maestra di Musica

COS’E’ UNA LEZIONE CONCERTO PER BAMBINI E FAMIGLIE

Lezione Concerto Musindò

L’ultimo mese, indiscutibilmente, è stato un vortice di emozioni e impegni. Mi sono ritrovata fuori casa dalla mattina alla sera, a passare da un posto all’altro con le mie mille borse piene di strumenti, foulard, diapason e libri di musica…

Mi ero ripromessa di scrivere un post su quello che tutte queste lezioni concerto mi stavano lasciando dentro: quest’anno infatti ci sono state alcune novità nel format di Musindò, perché sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo che mi porti ancora di più dentro la musica e in particolare all’interazione corporea relativa ad essa.

Ma partiamo dall’inizio…

COS’E’ UNA LEZIONE CONCERTO?

Una lezione concerto è un evento didattico interattivo per tutta la famiglia: un momento unico di condivisione della musica ad un livello molto spontaneo e naturale. La caratteristica principale è quella di non avere un palcoscenico vero e proprio da cui osservare esternamente il concerto: diventiamo noi stessi musica, insieme ai musicisti, e ci sediamo comodamente a terra. Gli strumenti musicali vengono suonati in acustico a pochi metri da noi, e sia i bimbi che i grandi sono liberi di muoversi insieme nella musica: tutto ciò ci riporta ad una condizione musicale più vera e intrinseca, in cui la voce umana diventa il primo mezzo comunicativo universale a favorire l’apprendimento.

Lezione – Concerto perché l’apprendimento, l’interazione con i musicisti e il dialogo musicale fanno da padroni: come esseri musicali, siamo in costante acculturazione, e in questo modo cerchiamo di favorire quei processi che stanno alla base dell’apprendimento del bambino.

Il 26 Novembre ho avuto l’onore di svolgere uno di questi laboratori concerto all’interno di uno tra i posti più suggestivi di Milano: il Museo della Scienza e della Tecnologia L. Da Vinci, nell’accogliente sala del cenacolo.

In verità, non era la prima volta che cantavamo e suonavamo dentro al Museo: già nel Giugno scorso, per Giovani Genitori, avevamo organizzato 2 bellissimi laboratori che porto ancora nel cuore per l’energia che ci hanno trasmesso le tante famiglie che hanno partecipato.

 

Al Museo della Scienza e della Tecnologia a Milano, avevamo 3 appuntamenti durante la giornata all’interno della rassegna de #MateMatti: un appuntamento imperdibile dedicato al ritmo e alla matematica per i bambini e le famiglie. In particolare, ci siamo occupate della fascia d’età 0-5 anni con i laboratori Musindò.

Location speciale, evento speciale: abbiamo perciò elaborato una nuova formazione a due, e ho avuto l’onore di condividere l’esperienza con la cantante Nòe (si lo so che fa sorridere, ci chiamiamo entrambe Noé-Nòe: sarà per questo che ci siamo da subito trovate!)

Due sole voci e quattro mani, ma tantissimi strumenti: cajon, piano elettrico, due ukulele, autoharp, oboe, percussioni e kazoo…insomma, gli strumenti non sono mancati!

 

laboratorio musindò
Lezione concerto Musindò

Come scrivevo, nei giorni precedenti avevo elaborato una nuova possibilità di ascolto: un cerchio di musica in cui al centro ci fossero gli strumenti, ma sempre senza palcoscenico. Ho chiesto quindi all’ingresso ai genitori, fuori dalla sala, di disporsi intorno a Noemi, che già stava suonando perché si entra da subito nella musica. Si è formato un bellissimo cerchio di mamme, papà, nonne nonni e bimbi…

Un ascolto incredibile, un silenzio denso che se chiudo gli occhi riesco ancora a percepire.
circle song
Tutti nel cerchio della musica

Ma se nella prima parte siamo rimasti seduti, in cerchio a cantare e a godere di questo ascolto strumentale così ravvicinato, nella seconda parte ci siamo mescolati: la sala è diventata nostra, e con il corpo abbiamo sfiorato e preso per mano chi avevamo di fianco, alzandoci in piedi con i bimbi in braccio o per mano con noi.

Il ritmo ha dominato per tutto il tempo: metri inusuali in 7/8 in apertura, per fluire in un ternario in cui ci riconosciamo culturalmente di più, e comodi tempi in quattro che ci riportano subito a casa.

musica e movimento
La libertà di ascoltare musica attraverso il corpo è alla base dell’apprendimento musicale

Per questo fine anno, mi godo l’esperienza di un Dicembre pieno di Lezioni-Concerto: dal Museo a Piazza Wagner con il nuovo progetto Music4Family, dall’Auditorium Paccagnini ai laboratori nella scuola dell’infanzia, ai concerti di Musica per Le Mie Orecchie a Zona K…ognuna di queste lezioni-concerto è stata un’esperienza unica, che potete ripetere in tutta Italia con i tanti colleghi di Audiation Institute.

Lezione Concerto Musindò
Musindò al Museo della Scienza e della Tecnologia a Milano

Noi ci rivediamo a Gennaio, tra qualche giorno pubblicherò il calendario delle nuove lezioni-concerto per il 2018 a Milano!

Marta – Una Maestra di Musica

 

Photo Credits  @AntonioDiotallevi

LABORATORIO MUSICALE DI HALLOWEEN CON LA MLT

halloween zucca

Sei in cerca di un laboratorio musicale di Halloween con la MLT di E.Gordon?

Questa settimana ho comprato questi bellissimi dadi cantastorie! (pochi euro da Tiger, sono fantastici!). Specialissimi per un laboratorio musicale di Halloween super stregato con i miei allievi dei corsi Gordon, ho strutturato così l’attività:
Musindò MLT Gordon
Laboratorio Halloween Musindò
 
– i bambini si accordano su modo, metro e velocità della canzone (va per la maggiore il minore / ternario / lento per Halloween)
– un bambino tira il dado e in base al disegno inventa il titolo della canzone
– l’insegnante suona una linea di basso stabilita ( ad esempio I-I-V-V, secondo le indicazioni concordate con i bambini)
– A turno i bambini iniziano cantando a strutturare la strofa, con parole improvvisate al momento in base alle figure sui dadi che tirano a turno
Divertentissimo e super creativo!
NB: è possibile stabilire a priori la melodia senza le parole, e si improvviserà quindi solo il testo, oppure lasciare libera creatività ai bambini (impressionante quanto saranno in grado di rimanere naturalmente nel modo/metro concordato!) e andare di improvvisazione testo/musica estemporanea
E per finire, impariamo “LA ZUCCA“, secondo le linee guida dell’Istruzione Formale di E.Gordon: modo frigio, con questo bellissimo testo del mio collega Audiation Institute Mario Moi:
Io Conosco un Gatto che
Abita dentro una zucca
però adesso non ci sta
dove se n’è andato chi lo sa
Forse è andato a passeggiar
a fare un giro sui tetti
ma stasera tornerà
e nella sua zucca dormirà